L’eterno Panem et circenses: ovvero la secolare menzogna nel senso civico moderno

Oggi voglio parlarvi di un bellissimo termine: Civis

le frecce tricolore sui cieli di torino

Civis in latino ha alcuni significati, tra questi “Civiltà”. Che a sua volta è declinabile anche in cittadino, suddito. Proviamo a legarli?

La sudditanza del cittadino è la civiltà!

(parafrasando liberamente il meraviglioso Volontè in “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto” quando grida: “Repressione e civiltà!”).

Quindi i cittadini, vivendo in comune, creano le civiltà (in epoca moderna le classi sociali o di appartenenza) cioè l’insieme della loro vita “comunitaria”: come la società (moloch escludente), la cultura (indottrinamento, competizione e meritocrazia. Sulla meritocrazia ci vorrebbe un capitolo a parte; il merito è uno dei sinonimi più devastanti dell’esclusione sociale) le tradizioni (insieme di solidi elementi patriarcali) le attività economiche (il capitalismo di oggi, il feudalesimo ieri). E naturalmente la religione.

Oltre a civiltà, Civis, ha dato origine a “Civile”.

-Civile- è quella che preferisco perché è uno dei termini massimi su cui si fonda lo sfruttamento e la competizione, la miseria, la schiavitù.

Proviamo ad esaminarla:

I diritti civili

Sono quelle tavole dei comandamenti che riguardano i cittadini, cioè i sudditi (cittadini e sudditi sono sinonimi, etimologicamente o più propriamente parlando, derivano, come amanti, da Civis). Queste tavole sono state create dal potere in suffragio universale. Il diritto come estensione della burocratica dipendenza al potere. Nel diritto vige la disciplina (le regole del buon vivere), l’abolizione (l’eliminazione di alcune strutture discriminanti. Tali strutture sono le stesse che decidono quali siano i diritti da inserire o togliere, parlando dell’epoca moderna non dello schiavismo. Sono le stesse strutture a indicare, quasi sempre, le discriminazioni. Il cittadino viene così “investito” di una decisione già discussa. Le strutture dominanti acquisiscono il potere tramite i referendum abrogativi e ne legittimano il successo o la sconfitta. Come tutte le azioni di potere, anche il diritto, invoca la maggioranza sulla minoranza in conflitto. L’unanimità, libertariamente parlando, non esiste. Non è un caso che i referendum non sono liberi, alcuni referendum non possono essere fatti poiché la decisione finale della rappresentanza del referendum è indicata dai governi che ne possono disdire la sua attuazione), la pace (in funzione della colonialistica propensione del potere ad assoggettare gli altri popoli), etc, etc.

I Comportamenti civili

Quelle azioni che ci vengono inculcate come espressioni del buon vivere in comune. Il decoro urbano è un ottimo esempio poichè li racchiude praticamente tutti (è uno dei modi più classici per indicare il comportamento civile). Se un cittadino, altro esempio, supera con arroganza la fila in posta non ha un comportamento incivile ma di sopraffazione, il buon senso solidale ci obbliga moralmente a non creare sopraffazione o violenza non il comportamento civile. Ad esempio chi manifesta il dissenso viene considerato come attore di comportamenti incivili perché non in linea con il vivere comune del cittadino ligio alla Civis, in realtà, esercita il suo diritto inalienabile di individuo libero, in contrapposizione alla regola coercitiva civica. I ROM sono da sempre, per la Civis, la perfezione dell’individuo incivile perchè estranei alla rettitudine civica che non è riuscita a plasmarli e renderli docili. Incivili lo sono anche gli anticlericali (per la Civis, termine che forgia anche la religione, sono cittadini non allineati da educare). I “matti” sono considerati, da secoli, come soggetti incivili poichè non conformi alla normalità civica. E naturalmente, come dimenticare, gli anarchici. Per la Civis sono in cima alla piramide dell’inciviltà, poiché hanno l’ardire di combatterla. Facciamo un altro esempio semplice riguardante il decoro urbano: coloro che dipingono i muri grigi delle città, dando arte e bellezza, come vengono chiamati? Incivili, danneggiatori, vandali. I tre termini sono la stessa cosa per la legge della Civis.

Il “numero civico-

Quel numerino scolpito che serve a dare l’indirizzo di casa. Il numero civico è un’altra espressione della Civis. Difatti chi la casa non ce l’ha, non è un buon cittadino o suddito. Ergo, un incivile. Il migrante, il senzatetto, la sfrattata, sono per la Civis degli elementi nocivi.

-Il difensore civico-

Colui che difende la tutela e i diritti dei sudditi, la loro amministrazione della vita, il loro lavoro, la loro difesa. Sono i magistrati, gli avvocati, gli amministratori pubblici come i sindaci. Ma sono anche i militari, i generali, i comandanti, i presidenti. Sono loro i difensori della “Civis”, la civiltà. Tra i difensori civici rientreranno, evidentemente, i nuovi “Assistenti civici”, quelle figure che controlleranno chi ha o non ha la mascherina in modo del tutto arbitrario, avvertiranno “le forze pubbliche” (la difesa della Civis) e attueranno la repressione (la multa). La multa è uno dei tanti orpelli della “Civis”. Per tornare a essere buon cittadino devi essere educato alla etica della Civis (la multa esiste da 25 secoli, serve per far tornare sui binari la pecorella smarrita dalla civica regola del buon andamento della società).

-Educazione civica

Questa è semplice da spiegare.

– L’educazione civica è lo studio delle forme di governo del suddito (il cittadino), con particolare attenzione al ruolo, alla gestione e al modo di operare dello Stato. All’interno di una determinata politica o tradizione etica, l’educazione civica consiste nell’educazione dei cittadini-. In poche parole coloro che non rientrano nella etica civica del governo amministrante non sono civili. L’educazione civica serve a inserire i cittadini, fin dall’infanzia, all’interno della Civis.

E veniamo ai giorni nostri.

Ieri hanno sfrecciato le frecce tricolore. In un periodo in cui la fame e la miseria, la mancanza di lavoro e la perdita dei cari per il virus sta disintegrando il delicatissimo equilibrio delle persone cosa fa la Civis? Educa alla civiltà del buon suddito. Educa alla speranza e all’ottimismo, educa alla ripresa. Educa a far rientrare la pecorella smarrita nella Civis. Ed ecco perché i super-jet. Il cittadino applaude e si sente parte della Civis, cioè la stessa parola che lo tiene in catene. Vi ricordate il Colosseo? Pane e gioco. Convince il cittadino che la fine del tunnel è vicina (promettendo soldi e sicurezza: il pane) e contemporaneamente lo distrae con il gioco; la freccia colorata in cielo.

Per ora abbiamo solo il circo, il divertimento, il gioco. Per il pane, cari cittadini, dobbiamo aspettare, ma non temete, arriverà. E così finalmente torneremo a essere dei buoni cittadini. Timorosi ed educati. Liberi di far parte del senso civico, ultimo avamposto della libertà. E se per alcuni il pane non arriverà mai, e contribuirà a creare conflitto, pazienza, il mondo, da secoli, ha sempre convissuto con gli incivili. Sono una piaga di cui, noi onesti cittadini, non ci libereremo mai.

Viva la libertà!

Quella civile s’intende…

OlS

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