Pochi conoscono Renato Caccioppoli, se non nelle stanze semi buie della matematica. Fu uno dei più grandi matematici del 900; a livello internazionale. Folle, di quella follia che hanno solo i matematici, timido, malinconico, geniale fino a essere considerato l’Einstein italiano.
Ma Caccioppoli non era solo un matematico dotatissimo, era il nipote del rivoluzionario russo Bakunin. Sua madre infatti era Giulia Sofija Bakunin, figlia di Michail Bakunin. La madre Giulia divenne la seconda italiana a laurearsi in matematica alla fine dell’800, appena dopo sua sorella, Maria Bakunin, si laureò in chimica; e lei fu la prima donna in Italia.

Figlio d’arte, Renato, ha esplorato la matematica pura. A Napoli, dov’è nato nel 1904, era soprannominato o’Genio. Il suo campo era l’analisi matematica. Caccioppoli non amava il lavoro di lima e di rifinitura, ma preferiva affrontare costantemente problemi nuovi e con l’intuito geniale di cui era dotato sapeva spesso precorrere i tempi, aprendo nuove via al progresso della scienza. I suoi lavori hanno avuto perciò un’importanza di primo piano sia per i risultati conseguiti, sia per il largo apporto di nuove idee e di nuovi indirizzi con cui essi hanno profondamente influenzato l’attività scientifica di tutta una generazione di analisti.
Per citare uno dei suoi lavori, nel 1932 dimostrò un importantissimo risultato (l’analiticità delle soluzioni delle equazioni ellittiche con coefficienti di classe C^2) che riuscì a risolvere il diciannovesimo problema di Hilbert. Il problema venne poi affrontato e ampliato anche da John Nash (il matematico americano “pazzo” salito alla cronaca per il film “A beautiful mind” con Russell Crowe).

Libertario e refrattario a qualsiasi costrizione imposta, nel 1938 tenne un discorso contro Hitler e Mussolini, in occasione della visita del dittatore nazista a Napoli; insieme con la compagna, Sara Mancuso, cantò in pubblico la Marsigliese nella versione anarchica, dopodiché cominciò a parlare contro il fascismo e il nazismo, purtroppo in presenza di agenti infiltrati dell’OVRA (i servizi segreti fascisti). E per questa azione fu rinchiuso in manicomio. Fu liberato, dopo alcuni mesi, soltanto grazie a sua zia Maria Bakunin, perché ritenuta la più grande chimica Italiana.
Purtroppo il manicomio e la profonda depressione successiva lo porteranno a un periodo di enorme sconforto. Renato Caccioppoli, o’Genio, l’8 maggio del 1959, a solo 55 anni, si spara in testa. Muore così il nipote di Bakunin, il grande matematico anarchico italiano dimenticato dai libri di storia.
Soltanto nel 1992, grazie al film del regista Mario Martone “Morte di un matematico napoletano”, venne in parte rivalutato.
OlS

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